Friday, November 11, 2011

Diminuisce il consumo di corrente di Linux

Da alcuni mesi a questa parte, Michael Larabel della squadra di Phoronix ha fatto più volte notare come dall'uscita del kernel 2.6.38 il consumo energetico sia aumentato in alcuni casi fino al 40% a causa di un problema di comunicazione tra il BIOS di alcuni computer ed il kernel stesso.

Il problema da allora affligge tutte le ditribuzioni che usano kernel più recenti del 2.6.37, compresa la versione 3.1 da poco rilasciata, inclusa anche in Fedora 16.

Dopo alcuni mesi di silenzio da parte degli sviluppatori, finalmente sembra intravedersi la luce su questo problema.
Matthew Garrett, uno sviluppatore Red Hat, ha proposto una patch funzionante con l'ultima rc del kernel che garantirebbe una gestione più attenta dell'ASPM (il protocollo di gestione del risparmio energetico per le schede PCI Express); in questo modo verrebbe tutelata sia la macchina dall'eventuale incompatibilità con lo stesso (motivo principale per cui all'epoca è stato deciso di disattivarlo di default) sia il risparmio energetico. Non più una disattivazione preventiva quindi.

I primi test effettuati da phoronix, benchè eseguiti su un numero di computer ancora ristretto, evidenziano in effetti che l'utilizzo di questa patch riporta i consumi ad un livello paragonabile a quelli del kernel 2.6.37, facendo risparmiare nel migliore dei casi anche 9 watt.

Un differenza notevole sopratutto per i dispositivi "mobili".