Monday, June 20, 2011

Fedora 16: il futuro è già qui

Bozzetto per un possibile
wallpaper di Fedora 16
Nel veloce ciclo di sviluppo di Fedora, ancora prima del rilascio di una versione si comincia già a pensare alla successiva, infatti a poco meno di un mese dal rilascio di Fedora 15 le proposte per la prossima versione sono già numerose.

Il profilo della futura Fedora 16 “Verne” comincia a delinearsi promettendo, come nella migliore tradizione fedoriana, di essere una delle distribuzioni Linux più innovative.

Alcune caratteristiche non sono ancora diventate Feature ufficiali ma sono comunque vicine alla conferma. Per tenere d'occhio quelle approvate ed il loro stato di avanzamento, è disponibile una pagina del wiki Fedora.

Una degli aspetti più importanti, su cui è stato scritto e dibattuto molto, sarà l'inclusione di BTRFS come filesystem di default.

Questo filesystem di ultima generazione, nato in casa Oracle ed ora mantenuto da un folto gruppo di sviluppatori di diverse compagnie tra cui Nec, Fujitsu e Red Hat, promette di far ottenere prestazioni migliori (soprattutto su dischi SSD), una maggiore scalabilità ed una serie di caratteristiche interessanti come il supporto agli snapshot (che potrebbe servire ad implementare un sistema di backup equivalente al Time Machine di Apple) e il checksum dei dati e metadati scritti.

Per chi fosse curioso di provarlo, ricordo che questo filesystem è già utilizzabile come opzione in Fedora 15 (ma solo per installazioni da DVD o rete), benchè allo stato attuale non ne sia consigliato l'utilizzo per dati importanti vista l'assenza di uno strumento di correzione degli errori (fsck).

Altra feature di non poco conto sarà la probabile adozione del bootloader GRUB 2.

Fino ad ora, per motivi storici è sempre stato usato un fork di GRUB 0.9x, a cui sono state aggiunte tutte le feature richieste da Fedora, ma il fatto che dopo un lungo periodo di inattività GRUB 2 sia nuovamente sviluppato lo ha reso sempre più appetibile, supportando già BTRFS, i computer dotati di EFI (come gli Apple Mac), lo scripting e il caricamento dinamico di moduli, il tutto con un aspetto grafico decisamente più accattivante rispetto al passato.

Per il resto, oltre alla completa rimozione di HAL e alla conversione degli ultimi script di avvio da SysVinit a SystemD, Fedora 16 prenderà una decisa impronta verso il Cloud Computing, con l'inclusione di software come Cloudstack e Aeolus Conductor.

Come di consueto saranno inoltre aggiornati all'ultima versione i principali ambienti grafici della distribuzione, vedremo quindi con molta probabilità KDE 4.7 e GNOME 3.2, versione raffinata e arricchita del tanto discusso nuovo desktop environment di casa Gnome, sul quale Fedora ha scommesso fin dall'inizio e che avremo senz'altro modo di descrivere più in dettaglio in futuro.

Naturalmente anche il kernel Linux verrà aggiornato all'ultima versione uscita, che, se tutto andrà secondo i piani, probabilmente sarà la 3.1, la seconda del neonato ramo 3.x.