Tuesday, May 5, 2009

Presto solo per rawhide

Purtroppo, pare che i repository finali di Fedora 11 non avranno disponibili i dati necessari per far funzionare Presto, il plugin di yum per velocizzare il download dei pacchetti di cui ho parlato in precedenza, per cui la feature non sarà attiva di default.

Come (magra) consolazione, Rawhide continuerà invece ad averli per cui sarà più semplice passare in qualunque momento dalla versione rilasciata a quella in sviluppo.

Friday, April 24, 2009

Upstream

Uno dei pilastri del lavoro che si svolge all'interno del progetto Fedora si riassume con la parola "Upstream", letteralmente "a monte".

Tutti i manutentori dei pacchetti RPM di Fedora sono infatti incoraggiati a collaborare con i progetti upstream in modo che le patch prodotte per risolvere qualche bug siano incluse nel progetto originale.

Questo ha due importanti effetti: il primo è che la difficoltà nel mantenere un pacchetto è inferiore, visto che ad ogni nuovo rilascio il pacchetto si semplifica rimuovendo le patch non più necessarie.
Il secondo è che le altre distribuzioni ne beneficiano allo stesso modo, e gli sviluppatori possono spendere il loro tempo in altre attività.

Tutto questo è molto bello in teoria, ma in pratica, come si sta comportando Fedora? Seth Vidal (autore, fra le altre cose, di Yum) ha risposto a questa domanda in un suo recente post. I risultati sono i seguenti:

F7 - 7648 patches in 4226 srpm
1.81 patches per srpm

F8 - 8191 patches in 4834 srpm
1.69 patches per srpm

F9 - 9350 patches in 5547 srpm
1.69 patches per srpm

F10 - 9595 patches in 6406 srpm
1.50 patches per srpm

rawhide - 10548 patches in 7444 srpm
1.42 patches per srpm

E' interessante notare come il numero di patch per pacchetto sia (in media) particolarmente basso, ma soprattutto in diminuzione col passare del tempo.

Inoltre, si può anche notare come il numero di pacchetti presenti nei repository stia continuando a crescere al ritmo di circa il 15% ad ogni release.

Di questo passo finiranno presto i software da pacchettizare, per cui se qualcuno di voi ha in animo di diventare un collaboratore è meglio che si sbrighi!!!

Thursday, April 23, 2009

Driver binari, no grazie

Per quanto improbabile, esiste la possibilità che qualche bug nel kernel possa creare le condizioni per danneggiare un componente hardware. Ad esempio, durante la fase di stabilizzazione del kernel 2.6.27 si scoprì che alcune schede ethernet Intel potevano essere rese inutizzabili.

Per fortuna i tecnici della Intel risolsero il problema piuttosto rapidamente, dimostrando come avere un modello di sviluppo "open" faciliti la identificazione e soluzione delle problematiche, anche le più delicate.

Ma veniamo ad oggi. La NVidia ha notificato attraverso un post sul forum di supporto, che la recente release 180.51 corregge un bug che può rendere inutilizzabile i notebook Fujitsu Celsius H270. Il problema, definito "di interazione", era sicuramente noto alla NVidia da più di un mese, visto che un rappresentante della Fujitsu ha aperto un report su RPMFusion a metà Marzo, ma non hanno ritenuto necessario avvisare gli utenti prima.

Se veramente il problema è relativo solo a quel modello, probabilmente non molto diffuso, direi che alla NVidia è andata veramente di lusso.

Se ce ne fosse bisogno, un altro motivo per evitare i driver proprietari...

Fedora 11 batte Ubuntu 9.04 al boot

E' da alcuni release che tutte le maggiori distribuzioni hanno cercato di accorciare i tempi di boot, soprattuto dopo che qualcuno è riuscito a mostrare una macchina Linux farlo in 5 secondi. In una distribuzione "classica" è un po' più difficile ottenere lo stesso risultato, tuttavia visto che anche Ubuntu 9.04 vanta un boot velocizzato ho deciso di fare un prova diretta.
Ho quindi istallato in un paio di macchine virtuali KVM, ovviamente identiche, le LiveCD di Ubuntu 9.04 e Fedora 11; quindi ho effettuato un aggiornamento dei pacchietti in entrambe e ho preparato la "gara". Il verdetto nel video che segue, a sinistra Fedora, a destra Ubuntu:

Wednesday, April 22, 2009

Fedora 11 Features: impronte digitali

L'autenticazione dell'utente utilizzando i lettori di impronte digitali presenti ormai in molti laptop è una feature a cui diverse distribuzioni sono interessate.

Grazie allo sviluppatore di Red Hat Bastien Nocera, in Fedora 11 è presente un ottimo supporto a tali lettori. Il lavoro per questa feature è avvenuto a diversi livelli, a partire dal completamento della libreria di gestione dell'hardware (fprint) alla integrazione con GNOME.

Per attivare l'autenticazione via impronte è necessario attivarla dal menu:
Sistema → Amministrazione → Autenticazione

e poi inserire le proprie impronte da:
Sistema → Preferenze → Informazioni Utente

Una lista dei lettori supportati è disponibile

UPDATE:
Nel caso abbiate installato Fedora 11 da una delle Beta/Preview, è necessario installare manualmente il pacchetto: gdm-plugin-fingerprint per avere la possibiltà di autenticarsi su GDM con il lettore di impronte